Vincent Blacksmith

Vincent Blacksmith "Sangue semente" edizioni Fermenti

mercoledì

Un caso giudiziario tra commedia e tragedia


















"Sangue semente", un romanzo che potrebbe essere meglio definito come una "psicotragicommedia" dei nostri tempi. La storia del curioso e goffo protagonista, Lorenzo Tortorella, si svolge tra Palermo e Trento. Il fantasma di se stesso più grande di lui, apparendogli in sogno, lo perseguita con il vano tentativo di cambiare il corso della sua vita. I dialoghi tra i due, rilevano una dicotomia, che rimandano alla stessa realtà in cui vivono e diventano perciò esilaranti e drammatici al contempo. Lo stile narrativo è contradditorio, come contraddittorio è lo stesso carattere del personaggio principale. La narrazione spesso enfatica, punta molto sul pathos e sull'uso di logorroiche parole auliche. Metafore, neologismi, e dotte citazioni si contrappongono volutamente ad uno stile che anche nei dialoghi suona decisamente modernamente veloce. Una scelta stilistica contraddittoria, ben precisa, che si trasferisce coerentemente sulla stessa complicata contraddittorietà del protagonista sdoppiato tra realtà e sogno, tra bene e male, tra tragedia e commedia, facendone emergere una ricchezza caratteriale come in una tela policromatica: comicità, frivolezza, infantilismo, fanno, perciò, da contraltare alla profonda coscienza di sé, all'autoanalisi esasperata, alla tragedia degli avvenimenti, a brillanti invenzioni paradossali, fornendo un quadro dai tantissimi colori vivaci.
Un caso giudiziario dove l’ Innocenza, caso mai, andando oltre gli avvenimenti,
che coinvolgono il protagonista del romanzo, è un’Innocenza in quanto Uomo, essere per sua natura vulnerabile e fallibile. La storia giudiziaria del Lorenzo Tortorella, fa così, solo da contorno e da spunto per descrivere la vita stessa, come qualcosa di imprevedibile e tremendamente bizzarra. Le "accuse" alla superficialità e all'anacronistica macchina Giudiziaria, rimangono perciò, divertenti e drammatici elementi sempre secondari. L’invenzione di un divertente e geniale paradosso ricavato dalle letture di Nietzsche fa da filo conduttore al romanzo. Qualche procuratore, magistrato, avvocato che dovesse sentirsi offeso, saprà invece ricavare da questa lettura e dagli elementi paradossali che la contraddistinguono, argomenti di riflessione e sorrisi senza risentimenti, consapevoli anche loro, come tutti noi, dell’umana fallibilità e del complicato rapporto con la Verità. Anche se non risparmia una certa causticità, a prevalere, così, è soprattutto, l'attenta e minuziosa analisi psicologica, applicata chirurgicamente al protagonista principale, scarnificato con l'intento di sezionare attraverso lui, l'Uomo stesso: la sua natura vulnerabile, le contraddizioni, la sua poliedricità. L’intento umano disperato e spesso vano di voler dare Ordine al Caos, di essere lineare, decifrabile e comprensibile, si scontra, così, in ogni istante con la sua stessa natura imprevedibile e fragile. Una natura Umana, troppo umana.
Il libro sarà possibile acquistarlo in tutte le librerie o al sito http://www.fermenti-editrice.it

Sangue Semente codice ISBN 978-88-89934-67-8

1 commenti:

BlackSmith ha detto...

- Io, …ehm…. Sono te stesso da grande !
Poi tutto ad un tratto, Lorenzo, parve afferrarne la somiglianza e scuotendo la testa si disse…
- Che cretino, era alquanto evidente !
E dopo mille esitazioni, frasi monche e prime parole tartagliate, Lorenzo domandò…
- Da grande ? Ma come può essere ?
- Sì, diciamo che sono te stesso a quarantun’anni.
- A quarantun’anni ? Allora sei un fantasma !
Oh mio Dio ! Morirò così presto ?
In generale non era mai stato uno scaramantico.
Era sufficientemente istruito per essere superstizioso, ma ne era lo stesso condizionato; e in quel momento, a quella domanda, per allontanare il pensiero della morte, la sua comunicazione non verbale fece a meno di utilizzare tecniche complesse apprese in qualche corso aziendale, e con una toccata veloce e leggera in mezzo alle gambe, fece uso d’un gesto apotropaico per nulla subliminale e immediatamente comprensibile.
- Lascia stare, non ti fare adesso queste domande. Voglio solo che mi ascolti !
Sono venuto a confortarti in questo momento, che ora ti sembra il più difficile della tua vita e in un certo senso lo è. Ma vedrai caro Lorenzo, ce ne saranno altri.
- Altri momenti difficili ? Più difficili di questo ?
Oh santa pazienza ! E cosa dovrebbe succedermi.
Cosa dovrebbe accadermi di così terribile ?
Che m’investa un trattore ? Spargendo il mio sangue per concimare i campi dei pomodori pelati di Sicilia ?
Dovete sapere, che i pomodori pelati di Sicilia
sono così rossi, perché concimati con il sangue degli Innocenti, e Lorenzo ancora non sa che a quarantun’anni si reincarnerà in un rossissimo pomodoro pelato di Sicilia. Uno di quei pelati che si divertiva a spellare da piccolo. Quando a Palermo, in campagna, ad agosto, si facevano i pelati e la salsa.
A conclusione poi di quelle giornate, dove la fatica era resa più leggera dall’entusiasmo e d’allegria collettiva, si faceva lo sfincione, tipica ghiottoneria palermitana, ed era una festa !
Spianavano la pasta di pane lievitata, quindi la sistemavano in delle teglie ben oliate.
Cospargevano sopra i pomodori pelati tagliati a pezzi,
la cipolla tagliata a fettine, l'acciuga fatta a pezzetti,
il caciocavallo tagliato a dadini, sale, pepe e olio d’oliva.
Nel frattempo altri accendevano il forno e c’era un gran da fare. Tutti avevano dei compiti, nessun escluso.
Chi preparava la lunghissima tavolata, recuperando sedie qua e la, chi preparava insalate ed altre leccornie come l’immancabile pasta al forno e quando sfornavano, spruzzando con olio crudo, servendo in tavola, il
“Re Sfincione” sulle grandi teglie, dall’entusiasmo scattava un lungo, fragoroso applauso.
Ora, poiché il trattore, quel mezzo agricolo apparentemente innocuo, a cui aveva precedentemente fatto cenno Lorenzo, pensando di fare una semplice, innocua, sovrautilizzata metafora, avrebbe invece avuto un ruolo fondamentale nella loro storia, il fantasma mantenendo la calma, cercò di fare come se niente fosse e rispose , perciò, accennando soltanto un impercettibile imbarazzo, e anche se aveva un nodo in gola preferì non deglutire proponendosi di farlo successivamente.
- Un trattore ? Ma no ! Quale trattore !
Ma ci saranno momenti più difficili di questo,
ma come vedi li supererai, infatti io li ho superati,
e sono qui per l’appunto a parlarti.
Lorenzo aveva ormai preso coraggio e cominciava a chiacchierare con quel fantasma qualche volta anche un po’divertito e benché la conversazione conservasse tutti i contorni della stranezza, incominciò a prendersi anche qualche confidenza di troppo…
- Ma cos’è capitato ai miei capelli ?
Domandò sorridendo per irritarlo.
- Sei completamente calvo ! Sei proprio pelato come un pomodoro !
Permaloso e sanguigno com’era, a quegli appellativi, guizzò in piedi come una molla, e camminando nervosamente in lungo e in largo per la stanza, rispose subito con tono aspro. Parlando poi con una sicurezza come chi dice cose da tempo meditate.
- Senti ragazzetto viziato, è tua convenevolezza apparirti in sogno e lo faccio semplicemente perché credo che tu n’abbia bisogno. Ora vedi di non rompere troppo i coglioni, perché essere chiamato pelato mi da parecchio fastidio, eh !
Se lo vuoi sapere, dall’autunno prossimo ti aspetta un inizio di calvizie giovanile che diverrà devastante verso i trent’anni e non ci crederai cosa diventerà a quarantun’anni. Che se non fosse una tragedia ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate. E poi sconfitte e umiliazioni a non finire. Pianto, stridore di denti, solo per farti un esempio.
Non ti verrà risparmiato niente, caro mio !
Neanche il ginocchio della lavandaia.
Oggi stai dolendoti per una donna, che ti ha mollato, perché, diciamo la verità, non sei all’altezza della sua altolocata e nobile famiglia.
Io sono qui per darti dei consigli. Perché, guarda, che se non tesaurizzi questo dolore e indirizzi la tua collera per un orgoglioso riscatto...
Bé…, ti avverto. Subirai conseguenze terribili !
continua...